Lo Yoga fa bene agli sportivi. Chiedetelo ai Lakers

gennaio 16, 2012 in Articoli

Leggo su Yogasutra un elenco di 23 personaggi famosi che praticano regolarmente yoga. Certo, le mode tra le celebrità  lasciano spesso il tempo che trovano, però tra i prevedibili Sting e Lady Gaga e la sorpresa dei coniugi Hillary e Bill Clinton, nell’elenco spunta anche l’intera squadra di basket dei L.A. Lakers.

I campioni dell’NBA praticano yoga e meditazione diverse volte la settimana per migliorare le proprie prestazioni e per prevenire i rischi di infortuni, con buona pace del NY Times e del ‘nostro’ Federico Rampini di Repubblica, che la scorsa settimana avevano lanciato un dubbio allarme sul crescente numero di infortuni negli USA tra i praticanti di Yoga (ai quali ha risposto in modo esauriente un articolo di Walter Ferrero sul sito istituzionale di Parsifal Yoga).

Che praticare Yoga offra enormi vantaggi, tra gli altri, anche agli sportivi non è più un segreto da tempo. In primo luogo perché lo Yoga insegna che il presupposto per compiere ogni sforzo in modo efficace è il rilassamento e non la tensione e l’accanimento egoico – e questo è anche un discrimine per riconoscere un buon insegnante e una buona scuola di Yoga da una pessima.

Lo Yoga, inoltre, è utile agli sportivi perché è una formidabile palestra per imparare a utilizzare il proprio corpo respirando armonicamente, aspetto su cui questa disciplina millenaria ha una conoscenza approfondita e senza eguali, non solo teorica ma anche e soprattutto operativa. Lo Yoga infatti conosce da sempre quanto è stato dimostrato  recentemente da numerosi studi scientifici, cioè che il respiro è la chiave che regola il rapporto tra il corpo, i processi fisiologici e la psiche.

Lo Yoga educa il corpo a una respirazione completa, che coinvolge i muscoli e lo scheletro di tutto il tronco, dal pavimento pelvico alle clavicole, migliorando l’ossigenazione del cervello e dei tessuti muscolari, che sono così più elastici e più reattivi alle sollecitazioni, e riducendo drasticamente la produzione di acido lattico.

Prima ancora di essere introdotto alle tecniche di pranayama – cioè le pratiche per incanalare e dirigere l’energia tramite il respiro, che però richiedono un’esperienza già avanzata – il praticante viene educato a prendere consapevolezza della propria respirazione, di quanto venga modificata dagli stati emotivi, e di come viceversa rilassando e prolungando il respiro – e poi, utilizzando le pause tra inspiro ed espiro – si possano sciogliere le tensioni fisiche e mentali, affrontando a cuor sereno le performance a cui sono sottoposti gli sportivi, e non solo gli sportivi.

A questo proposito, ecco una interessante intervista all’apneista Umberto Pellizzari durante lo Yoga Festival dello scorso ottobre a Milano, in cui spiega come attraverso il respiro si possa giungere a un completo controllo del proprio corpo.

Giova anche leggere un articolo di Forbes (grazie ancora a Yogasutra per la segnalazione) che riporta alcuni risultati delle ricerche medico-scientifiche del Kripalu Center for Yoga and Health. Tra i numerosi effetti rilevati, interesserà gli sportivi sapere che lo yoga riduce drasticamente la le infiammazioni, anche croniche e non solo muscolari. ”Lo Yoga armonizza il corpo, il sistema ormonale, e la risposta allo stress” Dichiara la ricercatrice Paula R. Pullen del Morehouse School Of Medicine “La gente tende a pensare che lo Yoga abbia effetti solo sulla flessibilità – ma non è così. Si tratta di sistema che riequilibra e guarisce il corpo. ”

Questi sono solo alcuni dei vantaggi che possono trarre gli sportivi dalla pratica dello Yoga. Riassumendo: meno stress, maggiore rilassamento e concentrazione, miglior consapevolezza del proprio corpo e dei propri movimenti, migliore attitudine mentale. Ciò porta, appunto, a ridurre il rischio di infortunarsi (vera piaga per gli sportivi soprattutto professionisti), a evitare l’usura di articolazioni e muscolatura (altro problema a chi pratica lo sport),  e a una più rapido assorbimento dei traumi e dello stress.

Per scoprirlo, non c’è che da provarlo.

Che cos’è lo Yoga?

novembre 2, 2011 in Articoli, slider

 

Lo Yoga è il metodo più avanzato ed efficace per armonizzare la mente, le emozioni e il corpo. Praticare questa disciplina antichissima non significa soltanto migliorare la postura e la prestanza fisica, ma anche aumentare la propria capacità di concentrazione, sciogliere tensioni di ogni tipo e godere di più energia in ogni aspetto della vita.

Lo Yoga è una scienza antichissima che ci è giunta dall’India, ma non è legato a una particolare fede o a una tradizione nazionale. Noi di Parsifal abbiamo deciso di insegnarla in versione “integrale”, cioè secondo la visione di Sri Aurobindo, secondo la quale ciò che si apprende durante la pratica non è separato dalla vita quotidiana: lo Yoga è sempre, non è limitato ai momenti di pratica propriamente detta.

A dispetto dell’iconografia con cui è stato diffuso in Occidente, la sua visione tradizionale è molto pratica e concreta. Per questo, tra mente, corpo ed emozioni, sceglie di partire dalla componente più tangibile di noi: il corpo. Ma lo Yoga è molto di più che una disciplina fisica comunemente intesa: attraverso l’esecuzione delle posizioni (le asanas), l’attenzione per il respiro e l’osservazione degli stati emotivi, lo yoga è in grado di rigenerare l’essere umano a ogni livello e di liberarlo dalle scorie che accumula ogni giorno e che alimentano la zavorra che lo appesantiscono sempre di più con il passare degli anni.

Questa pratica agisce molto in profondità nel nostro emotivo e nella nostra mente. Lo possiamo capire osservando un fenomeno comune e su cui normalmente non riflettiamo: con l’avanzare dell’età, infatti, la nostra altezza si riduce. Questo è un dato di fatto che accettiamo come l’effetto inevitabile della vecchiaia.

Ebbene, uno degli scopi principali dello Yoga è controbilanciare gli effetti negativi della forza di gravità, che comprime il nostro scheletro e indebolisce le articolazioni, appesantendoci e rendendoci progressivamente curvi. Per questo nello Yoga viene data molta importanza alla postura eretta, agli allungamenti, alle estensioni e alle posizioni capovolte, che invertono l’influsso della gravità sul nostro organismo e ne alleviano gli effetti sugli organi interni.

Anche in questo caso, l’azione che lo Yoga controbilancia non è puramente fisica, ma corrisponde a una posa emotiva e mentale: quando siamo “oppressi dagli eventi”, infatti, tendiamo a chiuderci e a incurvarci di fronte a ciò che ci viene incontro. Recuperando una corretta postura verticale, attraverso il corpo inviamo un segnale molto preciso a tutto il nostro organismo, e oltre.

Mantenersi eretti anche di fronte a situazioni difficili è un atto di volontà che ci permette di affrontare qualunque tipo di evento mantenendo il nostro centro in noi stessi, flettendoci all’occasione – perché lo Yoga è l’esatto opposto della rigidità – ma senza lasciarci schiacciare.

Non a caso, anticamente lo Yoga era destinato a formare la classe dirigente.